E se trovo le radici?

Anzitutto devo assolutamente andare dal parrucchiere. Che devo rifarmi la tinta.

E se trovi le radici in un dato luogo fisico e non solo sui capelli? Tipo la tua città? Lo senti, dentro. Allora so’ cazzi. Particolarmente visto e considerato il momento storico.

Domenica mattina: mi giro e mi rigiro tra le sontuose lenzuola di questo bell’albergo di Milano, città che oggi appartiene solo ai turisti, ai consueti invisibili e ai milaneeeesi che han dovuto rinunciare al ponte di Sant’Ambrogio.

Milano è città d’elezione per molta, moltissima gente. Questo suo essere mamma adottiva un po’ restia, ostile ed accogliente al tempo stesso, il suo essere non luogo mi affascina e mi rende familiare un posto che altrimenti faticherei a digerire. Quest’anno la capitale della moda italiana ha giocato un ruolo chiave nella mia vita, fonte di piccole soddisfazioni, svolte professionali e non solo.

Chi ha studiato comunicazione prima o poi a Milano ci dovrebbe passare per emergere, per “farcela”. Banalmente, è il primo posto in Italia dove non c’è il paron che vuol far da sè perchè tanto scrivere xe bravi tutti, come pensano in tanti. La Madonnina invece io l’ho sempre rifuggita. Anzitutto, è troppo dorata e a me il luccichio eccessivo non garba. Quand’era il momento non mi ci sono buttata a capofitto ed evidentemente non è scritto al momento che io passi per di là. Ci respingiamo, a volte accarezzandoci sfuggevolmente, ma consapevoli che il nostro destino non è quello di stare insieme.

Sì, sto ancora parlando di una città.

L’ho girata spesso in solitario, Milano. Stavolta accompagnavo un’amica, che sta intraprendendo un percorso di cui sono orgogliosa e che si riflette in ciò che emana la sua personcina vulcanica. Sarà che ora come ora fatico a trovare la mia di lava da eruttare, ma, come prevedibile, il brulicare di gente sconosciuta, il freddo pungente, il sole d’inverno mi hanno galvanizzato.

Milano da Bere

Milano da Bere. Adagio.

Sono stata girovaga e inquieta a lungo. Ora come ha detto la mia compagna di viaggio tra lo spazientito e l’affettuoso: “La nuova Chicago è dentro di te.” Poteva dire Boston, o Valencia. Da quando sono tornata non mi è mai rispuntata la voglia di fuggire altrove. Adoro viaggiare, possibilmente per periodi lunghi per immergermi nella cultura locale. In ogni città mi sento a mio agio e dopo meno di un giorno è come se la conoscessi da subito. E qui ritorniamo al fatto che mi piace scoprire camminando. È un dono, o perlomeno io lo considero tale, quello di poterti calare ovunque con la voglia di “carpire” tutto ciò che c’è attorno a te e lasciare che sia il luogo a parlarti. A volte sembro strana, ma ne vado orgogliosa assai.

Eppure ho bisogno delle mie radici. Non escludo di potermene andare via, magari anche a breve. Non si può escludere nulla, perfino Berlusconi scende di nuovo in campo. Dev’essere il campo di Holly e Benji, quello che non finisce mai, lungo come l’emisfero terrestre. Spero che i gemelli Derrick gli entrino a gamba tesa.

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